|
Agli
albori della storia, nel secolo VIII a. C., la regione che oggi
chiamiamo Lazio era popolata da genti diverse per origini,
provenienza, cultura e lingua.
Il
popolo pił famoso era quello Etrusco, di lingua non indoeuropea, che
occupava, tra gli altri territori, il Lazio a nord del Tevere. I
Falisci e i Capenati si erano insediati in piccole arre a nord di
Roma, i Sabini all'incirca nell'odierno territorio di Rieti. Ernici,
Aurunci ed Equi abitavano nel Lazio meridionale, i Volsci e i Latini
costruirono le loro cittą a sud del Tevere, nella parte centrale
della regione, sui Colli Albani, nell'area dei Monti Lepini e,
nell'entroterra, verso i Monti Ernici.
Siamo
ancora nella fase protostorica e le certezze non sono molte; tuttavia,
possiamo ragionevolmente attribuire ai Latini, fra le altre, le cittą
di Lavinio, Alba Longa, Tuscolo, Preneste, Lanuvio, Satrico,
Palestrina e Cori.
I
Volsci si insediarono a Signia, Velletri, Atina e Arpino. Di questi
insediamenti restano tracce monumentali in molti luoghi: mura
costruite con grandi massi poligonali, che sono oggi ricordate come
"ciclopiche", ad indicarne la struttura possente, o "pelasgiche",
in ricordo della mitica popolazione orientale alla qiale la tradizione
attribuisce grandi migrazioni e la fondazione di innumerevoli cittą
italiche.
|